Antico Arco: elogio della concretezza

Antico Arco: elogio della concretezza

Da trent’anni l’Antico Arco è semplicemente IL ristorante del Gianicolo, con una proposta di livello firmata dallo chef e patron Fundim Gjepali.

Solidità e concretezza: sono le prime parole che mi sono venute in mente dopo una cena all’Antico Arco. A queste se ne aggiunge una terza, scontata ma perfettamente calzante: “Ristorante”, con la R maiuscola a sottolineare un approccio classico ma tutt’altro che stantio.

Qui non si inseguono le mode, né si cede a virtuosismi fini a se stessi: è un luogo pensato per un pubblico adulto dal punto di vista gastronomico, che desidera mangiare e bere bene, accolto da un servizio all’altezza.

Antico Arco

Menu degustazione o alla carta?

Che si scelga di ordinare liberamente alla carta o di seguire un percorso predefinito, avrete la certezza di provare piatti ben eseguiti, dai sapori netti e realizzati senza lesinare sulle materie prime, comprese quelle più pregiate che vengono utilizzate senza remore.

Per intenderci, su un’ottima battuta di carne piemontese, accanto alla polvere di capperi, trova spazio anche il foie gras affumicato. Perfino la carbonara è impreziosita dal tartufo. Insomma, altro che “ricette di recupero” a prezzi stellari.

E a proposito di prezzi, volendo azzardare un consiglio, optate senza indugio per la degustazione: per la qualità espressa, 80 euro per cinque portate, più assaggi collaterali, sono una cifra corretta.

Antico Arco

Top 3 dei piatti degustati all’Antico Arco

In un percorso di più portate capita che ci siano alti e bassi. Fundim Gjepali, invece, tiene alta la tensione dall’inizio alla fine, tant’è che nella mia personale Top 3 rientrano un antipasto e il dessert. Nel mezzo c’è un piatto che più confortevole non si può. Ma andiamo in ordine.

Si parte con la straordinaria semplicità del Salmone Loch Fyne che dalle Highlands arriva nel Mediterraneo per incontrare lo tzatziki, ingentilito poiché privo di aglio, una misticanza e un crumble di pappa al pomodoro.

I Ravioli fatti in casa ripieni di parmigiano liquido, serviti su fondo di vitello con tartufo nero, da soli rappresentano un buon motivo per tornare all’Antico Arco. A tal proposito lancio un appello allo chef: questo piatto va estrapolato dal menu degustazione e reso disponibile anche alla carta.

Infine, il dessert è a scelta: non indugiate e ordinate una delle migliori interpretazioni di Mont Blanc che troverete in circolazione.

Antico Arco

Piazzale Aurelio, 7 – Roma
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