A Civitavecchia ha riaperto Esterina, insegna storica del litorale a nord di Roma. In cucina c’è Anastasia Paris, già chef di Futura a Rione Monti.
Quando un regista decide di cimentarsi con il remake di un classico del cinema, o un cantante si confronta con la cover di un grande successo, il rischio del confronto è inevitabile. L’opera di partenza non è mai soltanto un film o un brano, ma un’impronta emotiva spesso idealizzata nei ricordi.
Eppure ci sono casi in cui la nuova versione riesce non solo a non far rimpiangere l’originale, ma a riproporla al presente con rinnovata energia.
Esterina a Civitavecchia reload
Quando la nuova proprietà ha deciso di investire per il rilancio di Esterina, insegna storica di Civitavecchia, ha coinvolto un’interprete in grado di rileggere in chiave contemporanea la tradizione di quel luogo.
Quello di Anastasia Paris è ormai un nome noto. Il suo locale, Futura, nel giro di poco più di un anno, è entrato nel cuore dei romani e della critica di settore
Da Esterina impegno e apporto creativo sono gli stessi, ma Anastasia Paris, abruzzese di montagna, ha dovuto rispolverare quell’indole marinara acquisita negli anni trascorsi in Liguria. D’altronde il Tirreno al largo di Civitavecchia è particolarmente generoso e non solo in termini di panorami.

Cosa si mangia da Esterina a Civitavecchia
Gli arrivi dal porto di Civitavecchia sono quotidiani e tra gli antipasti spiccano i crudi. Tuttavia, oltre al fresco, c’è spazio per i marinati, gli affumicati e i maturati di Daniele Conte, chef de cuisine che ha esperienza con la frollatura del pesce avendo lavorato, tra gli altri, da Lucio a Rimini. L’assaggio più interessante? Sorprendentemente lo sgombro affumicato.

Tra i primi in menu non manca il solito, sempre gradito, spaghetto alle vongole, ma il piatto più identitario è sicuramente l’Evoluzione della minestra di pesce civitavecchiese: una zuppa povera di cui ogni famiglia aveva una sua ricetta, fatta le con rimanenze dei pescherecci. Qui è presentata come un camouflage di diversi fondi che nasconde i capellini d’angelo spezzati ed è arricchita da pesce crudo e cotto, in grado di aggiungere un piacevole gioco di consistenze.
Si guarda molto più lontano, invece, con i Tagliolini al curry rosso e cozze, dai sentori tipicamente Thai per via dell’utilizzo del latte di cocco.

Nei secondi il protagonista indiscusso è il pescato del giorno, cotto al forno o in umido, a cui si affiancano preparazioni più complesse. triglia scottata con maionese di tonno e limone o calamaro ripieno in chiave mediterranea).
In chiusura è possibile scegliere tra tre dessert fatti in casa, come la Tartelletta con cremoso di Habanero e pesca. Vi è poi un dolce speciale realizzato dalla chef Chiara Pannozzo: la Risacca. Dal sentore di sambuca, liquore tipico della città, è un omaggio alle donne civitavecchiesi che attendevano sulla battigia il ritorno degli uomini impegnati in mare.
Per quanto riguarda la cantina, i vini convenzionali si alternano a quelli naturali e biodinamici con ampia scelta alla mescita.
La terrazza di Capri
La sala di Esterina ospita circa ottanta coperti e gode di una posizione privilegiata sul mare. Nelle giornate più limpide, all’orizzonte si distinguono le isole dell’Arcipelago Toscano. Il consiglio è di arrivare prima del tramonto per godere della luce calda che rende particolarmente suggestiva la vista.
Al piano inferiore si trova invece la Terrazza di Capri, pensata per l’aperitivo e il dopocena. L’ambiente è più informale e conviviale, con la possibilità di accompagnare i drink a una selezione di piatti e assaggi provenienti dalla cucina.


