Su Lieviti Digitali, torna a scrivere di cibo e viaggi Antonella Cosenza. Dopo averci guidato alla scoperta dello street food di Rio de Janeiro, questa volta ci porta in Thailandia, dove non si è limitata ad assaggiare le specialità locali. Ecco il racconto della sua esperienza con Cooking with Poo, scuola di cucina con finalità sociali, in una baraccopoli di Bangkok.
Bangkok è una città che non lascia indifferenti. Caotica e affascinante, rumorosa e accogliente allo stesso tempo, ti travolge con i suoi contrasti e con una cucina che profuma di lime, peperoncino e coriandolo fresco. Durante il mio viaggio ho capito che non mi bastava assaggiare: volevo imparare a cucinare alcuni dei piatti thailandesi, scoprire i segreti dietro al wok e portare a casa un pezzetto autentico di questa cultura.
Cooking with Poo
Mi sono imbattuta in Cooking with Poo, un corso diverso dai tanti proposti ai turisti in giro per la città. Dietro questo nome curioso – “Poo” è il soprannome della fondatrice, Khun Saiyuud Diwong – c’è un progetto che nasce nel cuore della più grande baraccopoli di Bangkok, Klong Toey. Partecipare a una lezione significa non solo imparare a cucinare specialità thai, ma anche sostenere una comunità che ha trovato nella cucina una forma di riscatto e sviluppo.

Il grande mercato Klong Toey
La giornata è iniziata proprio al mercato di Klong Toey, il più grande mercato all’ingrosso di prodotti alimentari di Bangkok, un luogo che racconta meglio di mille parole l’anima della città. Alle 8 del mattino, le 3 di notte in Italia, mi sono ritrovata tra bancarelle stipate di erbe fresche, spezie dai colori accesi e frutti tropicali mai visti prima. Ma anche insetti fritti, topi disossati e rane vive.


Poo e la sua aiutante, con entusiasmo, hanno raccontato a me e agli altri allievi, quali ingredienti avremmo utilizzato. Per fortuna niente insetti e topi nelle nostre ricette, sebbene ci siano state offerte delle larve fritte come snack di benvenuto.

Le ricette di Poo
Dopo aver fatto la spesa, finalmente è arrivato il momento di mettersi ai fornelli. Con grembiule e pestello alla mano, abbiamo iniziato a cucinare tre ricette iconiche della tradizione thailandese.
Yum Ta Krail
Un’insalata di pollo macinato, lemon grass, coriandolo, peperoncino, lime, arachidi e cocco tostato. Fresca e pungente, capace di racchiudere in un solo boccone l’equilibrio tra dolce, acido, piccante e salato tipico della cucina locale.

Pad Thai
Il grande classico di questa cucina. Con i suoi spaghetti di riso saltati nel wok rovente insieme a germogli, tamarindo, soia, uovo e arachidi è un piatto semplice negli ingredienti ma nutriente e sorprendentemente ricco di sfumature.

Massaman Curry
Un piatto più complesso e profondo, che racconta anche le influenze indiane della Thailandia. Una zuppa di carne (pollo o manzo a scelta) con massaman curry e latte di cocco. Prepararlo da zero, tostando e pestando le spezie nel mortaio di pietra, è stata un’esperienza che mi ha fatto comprendere quanta cura e tempo richieda questa cucina.

Come gran finale, una degustazione di frutta tropicale: rambutan, dragon fruit, mangosteen e persino il durian, con il suo inconfondibile odore che divide sempre i palati. Immancabile il mango sticky rice: fette di mango accompagnate da una palla di riso thai cotto con una lunga procedura che prevede la tenuta a bagno del riso per 8 ore e la cottura nella vaporiera di bamboo. A condire il tutto il latte di cocco con zucchero e un pizzico di sale. Servito con i fagioli mung tostati (dei piccolissimi fagioli gialli dalle sembianze di semi) per dare anche un tocco crunchy.

Ingredienti thai a Roma
Per ripetere queste ricette a casa vi starete chiedendo dove troverò gli ingredienti. Per chi come me vive a Roma il consiglio è di recarsi in Piazza Vittorio Emanuele: al mercato o nei vari asian market della zona è possibile reperire davvero tutto il necessario.
Conclusione
Tornando a casa, ho capito che quell’esperienza è stata molto più che una lezione di cucina. È stato un incontro con le persone, con le loro storie e con la vita quotidiana di Bangkok. Il cibo non è solo nutrimento ma un ponte che unisce culture e un modo per conoscere altri popoli.
Per maggiori informazioni o prenotazioni visitate il sito di Poo.


