Casa Merlò è una trattoria in pieno centro a Bologna, che interpreta egregiamente la tradizione senza rinunciare a proporre piatti più originali e giocosi.
Sul profilo Instagram del locale si legge: «Siamo quelli delle Ruote alla Vodka». Capirete, però, che per chi non vive a Bologna e si trova nella città felsinea di domenica a pranzo le priorità possano essere ben altre. Anche perché, a leggere il menu di Casa Merlò, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
In verità, il tentativo di farmi portare un piatto di ruote da condividere, al posto del dessert, l’ho fatto. A frenare i miei facili entusiasmi, però, è stato il personale di sala: la cucina avrebbe chiuso di lì a poco e, per concludere il pranzo, avremmo potuto scegliere soltanto tra “dolci veri”.
La doppia anima di Casa Merlò
Dimenticate le classiche osterie un po’ polverose: al primo impatto il locale sembra quello che un tempo si sarebbe definito un ristorante borghese. La scritta luminosa in fondo alla prima sala, che recita «Nostro figlio», riporta tutto su un registro divertente e quasi surreale, a cui contribuisce anche la bella installazione di barchette colorate sul soffitto dell’altra sala.
Il menu riflette perfettamente questa doppia anima: da un lato la tradizione, dall’altro rivisitazioni ben riuscite. Per intenderci c’è l’immancabile friggione, ma trova spazio anche il Poldino, omaggio all’amico di Braccio di Ferro ghiotto di hamburger: un mini bun che racchiude un burger preparato con il ripieno dei tortellini. La divinità casearia dell’Emilia, invece, si fa una e trina nel goloso Sformato ai tre Parmigiani.

I primi di Casa Merlò
Essendo in comitiva piuttosto numerosa, parafrasando il compianto Maurizio Mosca, c’è stato un «giro vorticoso» di primi piatti. Ne ho assaggiati ben cinque, che elenco in ordine crescente di gradimento.
Tagliatelle alla bolognese: non male, ma con un ragù un po’ asciutto per i miei gusti.
Tortellini alla panna: goduriosi al punto giusto.
Lasagna: carica e lussuriosa, come è giusto che sia.

Tortellini besciamella al tartufo e crumble: ideali in una domenica d’autunno.

Sul gradino più alto del podio, infine, i tortellini in brodo: comfort food inarrivabile.
C’è ancora spazio?
Nonostante i primi opulenti, sarebbe stato per me impensabile rinunciare alla cotoletta alla bolognese: fritta e bardata con prosciutto crudo, viene poi ricoperta di Parmigiano, brodo e burro. Per fortuna, ci è stato concesso di ordinarne tre da dividere in sei, servite comodamente già porzionate. L’esecuzione è ineccepibile: la cotoletta si presenta croccante e gustosa, accompagnata da patate al forno.
Come già accennato, non abbiamo potuto concludere il pranzo con le celebri Ruote alla Vodka: una buona scusa per tornare da Casa Merlò. A rendere dolce il finale ci ha pensato una buona cheesecake basca.
Imponente la carta dei vini, con numerose bottiglie di pregio, ma non mancano certo etichette più “democratiche”.

