Da Badu Bistrot, sulla terrazza di Palazzo Calò a Bari vecchia, la chef Stella Shi reinterpreta i sapori della Puglia con un tocco asiatico e contemporaneo.
Si definisce cinese nata a Bari, ma con accento romano. Stella Shi è ancora giovanissima, ma quando nel 2017 aprì Cu_Cina a Roma, aveva solo 25 anni. Anche per questo, oltre che per il format innovativo e la proposta gastronomica di livello, all’epoca si fece un gran parlare del suo locale. Perfino la chiusura, avvenuta all’inizio del 2020, poco prima della pandemia, provocò un discreto clamore.
Il cordone ombelicale con il tacco d’Italia, Stella non lo ha mai reciso: ricordo con piacere i vermicelli di patate con cime di rapa, cozze e tè verde, mangiati proprio nel ristorante di Rione Monti. Nella decima edizione di MasterChef Italia fu ospite, insieme a Solaika Marrocco di Primo Restaurant di Lecce, dell’invention test a tema Puglia. In quell’occasione incontrò Ilaria Barosi, autrice del programma, con cui a ottobre 2022 ha inaugurato un piccolo locale di street food appulo-asiatico nel capoluogo pugliese: BaDu, la cui insegna altro non è che la crasi Bao e Dumpling. Nel 2024 è arrivata l’occasione di tornare a cimentarsi con una proposta di cucina più completa.
Palazzo Calò a Bari Vecchia
Non distante dalla sempre animata Via Sparano, ma già all’interno del borgo antico di Bari vecchia, Palazzo Calò è un edificio storico del XVI secolo, ristrutturato e convertito in struttura ricettiva con sole 12 camere.
Dalla terrazza posta all’ultimo piano del palazzo la vista sulla Cattedrale romanica di San Sabino è splendida. Basta voltare lo sguardo per accorgersi di quanto vicina sia anche la cupola di Santa Teresa dei Maschi, chiesa barocca oggi sconsacrata, che attualmente funge da spazio culturale. Ed è in questa cornice, che in estate, si inserisce l’offerta di Badu Bistrot firmata da Stella Shi.


L’esperienza da Badu Bistrot
Il contesto di pregio non deve ingannare, coerentemente con la dicitura “bistrot” non ci sono percorsi degustazione obbligati, si ordina alla carta e i prezzi sono corretti. Leggendo il menu è subito evidente la voglia di contaminare i sapori della Puglia con quelli orientali e di utilizzare prodotti del territorio con tecniche contemporanee.
Il tataki di tonno, ad esempio, è servito con latte di cocco al cetriolo, salsa teriyaki e albicocche. La vocazione esotica trova pieno compimento nel gustoso Salmorejo (zuppa fredda spagnola con pomodori e pane raffermo), servito con polpettine alle 5 spezie cinesi. L’ASIAssina, oltre ad essere un felice gioco di parole, è una strepitosa rivisitazione di uno dei piatti più “virali” della gastronomia barese degli ultimi tempi, con i noodles al posto dei più classici spaghetti e un ulteriore spinta umami. Più “impegnativo” il condimento dell’altro primo a base di noodles: burro al miso e zucchine alla scapece in duplice consistenza. Tra i piatti in carta che non ho provato, probabilmente meriterebbe l’assaggio anche il filetto di maialino su mostarda di fioroni e caprino e il suo fondo ristretto.


Le aspettative erano alte e non sono andate deluse. Se volete godere però dell’esperienza di Badu Bistrot in terrazza però affrettatevi a prenotare: sarà aperta fino a fine settembre, da ottobre ad aprile il ristorante è aperto al piano terra.

